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Archivio Cinegiornali

Cinegiornale di Attualità Obiettivo 70 - Giugno 1963

Digitalizzazione da pellicola 35mm a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV  

Notizia 1: Vaticano, giugno 1963: Preparazione al conclave che porterà all’elezione di Paolo VI

"Atmosfera di vigilia in Vaticano dove fervono i lavori preparatori per il conclave che dovrà eleggere il successore di Papa Roncalli. Si fa un altro Papa e sarà un compito delicato per colui che occuperà il soglio di Pietro. Voglia o non voglia proseguire sul difficile cammino iniziato da Giovanni vigesimo III. Col passare delle ore gli arrivi a Roma dei porporati si succedono a ritmo sempre più intenso mentre si vanno delineando gli orientamenti che dovranno comporsi nella designazione del nuovo pontefice. Degli 82 cardinali che compongono il sacro collegio si prevede la partecipazione al conclave di 79 Principi della Chiesa. Fra gli assenti oltre al Cardinale József Mindszenty anche il Cardinale Barbieri Arcivescovo di Montevideo e il Cardinale Chiarli entrambi impossibilitati a mettersi in viaggio per la precarietà delle loro condizioni di salute. Prima della grande assise che designerà il nuovo Papa si effettua la prova generale dell’elezione. Il baldacchino che non verrà abbassato sovrasterà lo scanno dell’eletto. Ci si prepara anche per il grande annuncio. Forse ci saranno molte fumate nere, poi il fumo bianco del comignolo vaticano annuncerà alla cristianità Habemus Pontificem.”  

Notizia 2: Vaticano, 6 giugno 1963: Solenni funerali di Papa Giovanni XXIII

“Giunge intanto il momento dell’estremo addio a Papa Giovanni. All’ultimo dei novendiali c’erano 83 missioni straordinarie e rappresentanti dei cinque continenti. E poi personalità di Governo e di casati illustri. Era la cerimonia del compianto ufficiale per la morte di Giovanni Vigesimo Terzo e tutti avevano voluto essere presenti davanti al grande tumulo al centro dell’abside dove tremolavano nel loro mesto saluto 96 grandi ceri. Al termine della Messa officiata dal Cardinale decano Eugène Tisserant è stato letto l’ultimo elegiaco ricordo del Pontefice scomparso. Il Buon Pastore, hanno detto, si è da noi dipartito e al pianto della Chiesa è fatto da autorità come dagli umili, da persone di ogni età lingua e nazionalità. Sicché questa cerimonia funebre sembra piuttosto un trionfo.”  

Notizia 3: Roma, giugno 1963: Un incidente aereo sconvolge Roma nel suo pieno centro storico della Capitale.

“Roma, via Cavour. Due persone sono morte in un aereo da turismo precipitato in strada sopra una millecento dopo aver cozzato contro il cornicione di un palazzo, forse per un malessere del pilota. Si chiamava Roberto Coccia, aveva 24 anni e una gran passione per il volo. Il suo compagno Bruno Parente aveva 37 anni, una moglie giovane e un bimbo di otto mesi. Sono morti fra queste lamiere sventrate sul loro biposto da turismo mentre volavano bassi sui comignoli di Roma quasi sui tetti delle loro case.”  

Notizia 4: Francia, giugno 1963: Le autorità militari francesi presentano un prototipo di carro armato dotato di straordinarie funzionalità

“65 chilometri all’ora su strada, 50 su terreno accidentato. Queste le prime caratteristiche del carro armato AMX30 presentato dalla Francia in questi giorni nel corso di una esercitazione tattica. Ma c’è dell’altro, il carro che è munito di un cannone da 105 e da una autonomia di 500 chilometri non conosce ostacoli di terreno e può finanche immergersi da due a quattro metri sott’acqua. Quello che hanno tenuto a sottolineare le autorità militari francesi presentando il loro eccezionale prototipo è la permanente validità del carro armato persino nell’era nucleare. In fondo da che mondo è mondo si potranno distruggere città intere o fare la guerra con i bottoni elettronici. Ma le posizioni dovrà conquistarsele sempre la fanteria.”  

Notizia 5: Modena, giugno 1963. Al Palazzo dello Sport si celebra il torneo internazionale di ginnastica artistica maschile. Cinque le nazioni coinvolte: Cecoslovacchia, Jugoslavia, Svizzera, Russia e Italia.

“Siamo al Palazzo dello Sport di Modena per assistere al torneo internazionale di ginnastica artistica. Di scena 5 nazioni: Cecoslovacchia, Jugoslavia, Svizzera, Russia e Italia che si contendono il primo trofeo Alberto Braglia dedicato appunto alla memoria del più volte campione olimpionico italiano. Diciamo subito che l’Italia pur riuscendo a conquistare con Giovanni Carminucci il massimo punteggio nella classifica individuale vedrà la propria equipe piazzarsi al secondo posto nella classifica per nazioni alle spalle della Cecoslovacchia. Si comincia con gli esercizi a corpo libero, poi è la volta del cavallo. Questa eleganza di volteggio, la studiata plasticità di ogni movimento sono il frutto di un impegno e di durissimi sacrifici che non trovano confronti. Giusto come Braglia che è definito un fenomeno dai ginnasti di tutto il mondo, riuscì per tre volte consecutive ad assicurare alle Olimpiadi di Atene, Londra e Stoccolma la vittoria all’Italia fino a conquistare a Los Angeles 4 medaglie d’oro. Ma mettiamo da parte la nostalgia e godiamoci lo spettacolo. Eccoci alle parallele è sempre l’italiano Carminucci che si aggiudicherà la prova con uno stile che si riallaccia proprio alle grandi tradizioni della ginnastica artistica italiana. Ancora un predominio italiano alla sbarra. Poi la realtà della sola piazza d’onore nella classifica a squadre. Comunque questa volta la vittoria non ha importanza perché almeno la ginnastica a conservato lo spirito tradizionale di uno sport che non è professione ma solo vocazione, sacrifici e soprattutto dedizione.”  

Notizia 6: Le Mans, Francia, 15/16 giugno 1963: Trentunesima edizione di una delle più classiche gare di automobilismo, la 24 ore.

400.000 spettatori su circuito di Le Mans per la 31° edizione dell’ormai classica 24 ore. 400.000 spettatori per due grandi protagonisti gli italiani Ludovico Scarfiotti e Lorenzo Bandini che hanno coperto i 4500 chilometri del percorso a una media di oltre 190 chilometri l’ora battendo i precedenti primati stabiliti nel ’61 da Olivier Gendebien e Phil Hill. Erano in gara una Maserati, due Jaguar, due Aston Martin, due Lola e l’eccezionale coalizione di undici Ferrari. Per questo il dominio dei piloti delle nostre scuderie era diventato allarmante fin dalle prime fasi della corsa quando la coppia italiana aveva preso il comando decisa a mantenere la distanza e il vantaggio sugli avversari. La selezione è durissima. Delle 49 macchine in gara parecchie sono costrette al ritiro per le difficoltà del percorso. È una prova di nervi e di tenacia ma anche e soprattutto di motori sottoposti a un severissimo collaudo. Questa infondo anche la giustificazione del francese Lloyd Perry Casner che deve rinunciare alla competizione e alle speranze di vittoria per un guasto alla sua Maserati. Mentre le ore si succedono lente sui cronometri si vivono le ultime battute di una corsa che sembra ormai senza sorprese. Si conclude infatti come previsto con la vittoria di Scarfiotti e Bandini. La piazza d’onore è invece appannaggio dei belgi Gérard Langlois van Ophem. Al terzo posto sono invece Mike Parkes e ancora un italiano Umberto Maioli. Il bilancio di Le Mans può inoltre considerarsi positivo anche e fondamentalmente per l’industria automobilistica italiana che è riuscita a piazzare sei prototipi nei primissimi posti della classifica. Siano migliori le nostre auto o i nostri campioni non possiamo dirlo, la verità comunque è che insieme riescono a vincere.”

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