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Cinegiornale - Obiettivo 076
Anno:  
1963
Paese:  
Italia
Durata:  
7
DESCRIZIONE
 
4K
ITALIANO
Raccolte
Archivio Cinegiornali

Cinegiornale di Attualità Obiettivo 76 - Luglio 1963

Digitalizzazione da pellicola 35mm a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV  

Notizia 1: Roma, 24 luglio 1963: Il Capo dello Stato Antonio Segni in Vaticano per la visita ufficiale a Papa Paolo VI

“Il Presidente della Repubblica Antonio Segni si reca in visita ufficiale a Paolo VI. Mentre i corpi armati rendono gli onori, il Capo dello Stato accompagnato dai dignitari pontifici viene ricevuto nella Sala del Tronetto dal Pontefice. Dopo lo scambio di saluti il Santo Padre, in rocchetto e mozzetta, riceve il devoto omaggio di tutti i componenti del seguito, ai quali ha voluto impartire la propria paterna benedizione. L'incontro, che si è protratto per oltre mezz'ora, è stato improntato alla cordialità che ha ormai caratterizzato i rapporti tra la Santa Sede e i capi di stato italiani. E questo è anche il significato del discorso di Paolo VI che, nel consegnare in omaggio al Presidente Segni un mosaico della scuola vaticana e una grande fotografia a colori con dedica, ha ricordato i motivi di simpatia e di amicizia che legano i due stati fin dalla stipulazione dei Patti Lateranensi. Essi infatti, ha proseguito Paolo VI, hanno stabilito tra le somme potestà, l'ecclesiastica e la civile e in un punto unico al mondo, la loro più caratteristica convergenza, la loro più delicata convivenza.”  

Notizia 2: Ankara, Turchia,  luglio 1963:  Il primo Ministro francese Georges Pompidou in visita presso la capitale turca.

“Accoglienza estremamente cordiale in Turchia al Primo Ministro francese Georges Pompidou. Ad Ankara il Premier transalpino che vi è giunto accompagnato dal Ministro degli esteri Maurice Couve de Murville ha deposto una corona di fiori ai piedi del mausoleo Kemal Atatürk. Un grandioso monumento dedicato al padre della Turchia moderna. Dopo essersi intrattenuti con il premier turco Ismet Inönü, i due uomini di stato francesi sono stati ricevuti dal generale Cemal Gürsel. Nel corso della visita ufficiale Pompidou si è recato alla sede dell’Istituto francese di cultura che allestiva una mostra per le vacanze in Francia.”  

Notizia 3: Francia, luglio 1963: Campionati Nazionali di nuoto.

“Tempi record ai Campionati Nazionali di nuoto che stiamo seguendo nella piscina parigina di Valery. Nella finale dei 100 metri stile libero il campione di Francia Alain Gottvallès, già primatista europeo e spodestato appena da qualche giorno, sta concludendo la sua battaglia contro Robert Christophe dopo una gara condotta a ritmo serrato. Rilevante il tempo segnato: 56 secondi e un decimo ma ancora lontano dal nuovo record europeo. Nei 100 metri farfalla l’ex campione di Francia si presentava in gran forma e deciso a riprendersi il titolo che gli avevano soffiato l’anno scorso. Ci è riuscito nuotando in quinta corsia con un tempo di soli due decimi di secondo superiori al primato francese. Altra rivincita nei 100 metri dorso dove Robert Christophe, detentore del titolo francese per cinque anni consecutivi, conduce alla virata dei 50 metri riuscendo a mantenere il comando fino al termine della gara con il tempo di uno, due secondi e tre decimi. Un primato d’eccezione che costituisce il nuovo record dei campionati di Francia. Ed ecco infine la giovanissima Christine Caron nuova stella del nuoto francese e vera protagonista di questo meeting. Ha appena 15 anni ed è già campionessa d’Europa con un tempo che si distacca di soli otto decimi di secondo dal primato mondiale. Christine Caron nuota fino dall’età di cinque anni e il successo ha premiato anni di fatiche e di estenuanti allenamenti. Ne valeva la pena se questi dovevano essere i risultati. La finale dei 200 metri è sua. Anche nella minore distanza, i 100 metri, non ha rivali e riesce a toccare il bordo della vasca con un vantaggio sorprendente. Christine Caron si è già creata una tradizione di campionessa. Adesso il prossimo appuntamento è a Tokyo.”  

Notizia 4: Francia, luglio 1963: La convivenza tra leoni e pecore è possibile? Un esperimento tra animali con temperamenti e istinti naturali diversi. 

“Questa storia di leoni, di orsi e di pecore sarebbe piaciuta a Trilussa. A viverla è un noto domatore francese che ha voluto compiere un pericoloso esperimento circa le possibilità di convivenza tra animali che stando agli insegnamenti della zoologia risulterebbero di diverso temperamento. Il domatore è entrato nella gabbia dei leoni e a forza di carezze sta cercando di farli fraternizzare con le miti pecorelle. Sembra che per fare un favore al domatore, leoni e pecore abbiano firmato un patto di non aggressione rimandando l’incontro al termine dello spettacolo. In ogni caso questo esperimento non vi deve sembrare del tutto eccezionale, a prescindere dal fatto che il problema dell’armonia fra gli animali della foresta l’aveva già risolto la buonanima di Noè convincendoli a non trasformare l’arca in un circo romano, nel caso del domatore francese la soluzione è stata ancora più semplice. Il coraggioso domatore infatti, non ha che da preoccuparsi che prima dello spettacolo i suoi animali abbiano mangiato il pasto di una settimana.”  

Notizia 5: San Benedetto del Tronto, 1963: L’Onorevole Danilo De’ Cocci inaugura la quinta edizione della mostra nazionale d’arte contemporanea.

"Presente l’Onorevole Danilo De’ Cocci si inaugura a San Benedetto del Tronto la quinta mostra nazionale d’arte contemporanea. Si tratta di una rassegna che è stando alle indicazioni della critica tende a illustrare la fenomenologia artistica di oggi additandone i punti che vi figurano come innovazione. Tali punti devono essere peraltro di non facile identificazione a giudicare dalla insoddisfatta ricerca dell’Onorevole che probabilmente deve avere più familiarità con le riviste militari che non con le rassegne artistiche. Avremmo anche tentato infatti di illustrarvi le opere esposte ma abbiamo dovuto rinunciarvi per non perdere il ritmo incalzante dell’ispezione. Le opere presentate a San Benedetto del Tronto si chiamano Personaggio ambiguo, Anelito, Presenza del mare, etc. e il nome stesso esprime abbastanza efficacemente il tormento artistico nel quale sono state create. È un tormento che non è stato del tutto condiviso da molti dei visitatori evidentemente incuriositi dai richiami meccanici delle tele. Come nel Personaggio ambiguo che ha vinto il primo premio dove pur riuscendo a scorgere l’ambiguità non ci è stato facile scoprire il personaggio perduto nei meccanismi della composizione. Non per nulla secondo i critici si tratta di artisti che rivelano aperture non ancora favorite da un collaudo indiscutibile. Probabilmente si aspettano ancora i risultati delle prove su strada".  

Notizia 6: 1963: Il cimitero per i cani anche in Italia.

"Anche i cani hanno un cimitero ma a differenza che in Inghilterra, in Italia non se ne contano ancora molti. Questo è uno dei pochi. Anche per i cani ci sono le visite e i fiori sulle tombe ma il lutto dei padroni riusciamo a scorgerlo soltanto nel cordoglio degli occhiali neri. Osservando queste lapidi ci accorgiamo subito che essi, dopo aver condotto una vita da cani una volta morti si vedono trattati come gli uomini esattamente al contrario di quanto succede spesso agli stessi uomini e se non fosse per le foto raccolte sopra all’epitaffio si avrebbe la sensazione di visitare uno dei nostri cimiteri. Elan, la tua vita è stata la nostra prima grande gioia. La tua morte il nostro primo grande dolore. Non ti dimenticheremo mai. Mamma, Papà, Nonno. Piccola Lò dagli occhi di zaffiro ti rimpiangeremo sempre. Sono scritte esagerate e anche un po' grottesche come certi nomi, eppure anche nella retorica sincere e significative soprattutto, come questa lapide dove si conciliano anche i contrasti tra cani e gatti un po' come succede nella morte per le inimicizie fra gli uomini."

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