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Cinegiornale - Obiettivo 080
Anno:  
1963
Paese:  
Italia
Durata:  
7'
DESCRIZIONE
 
4K
ITALIANO
PELLICOLA 35MM
Raccolte
Archivio Cinegiornali

Cinegiornale di Attualità Obiettivo 80 – 1963

Digitalizzazione e restauro da pellicola 35mm a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV.

Notizia 1: Isole Antille, 1963: Un piccolo viaggio tra le strade e le abitudini di un popolo straordinario: quello delle isole Antille. Ma cosa rimane genuino e originale e cosa invece è diventato turistico?

Se avete il desiderio di un viaggio alle Antille non scomodatevi perché le isole favolose ve le possiamo portare a domicilio. Come potete constatare sin dall’inizio della nostra cine-escursione, non si viene accolti da danze e maracas ma da un moderno aeroporto che ha tutto lo stile del nostro secolo. Come è noto le Antille furono scoperte da Colombo nel 1493 e nel 1635 la Francia ne prese possesso nel nome di Luigi XIII. Poste fra le due Americhe nel mare dei Caraibi esse comprendono la Martinica, la Guadalupa, la Saint Barthélemy e Saint Martin. Ebbene tre secoli di presenza francese hanno dato ai villaggi delle Antille l’aspetto di una provincia come potremmo trovarla nei dintorni di Parigi o di Bordeaux.

Ma tralasciamo i riferimenti geografici per arrivare a quelli di costume: la vicinanza con le Americhe non trapela se non attraverso la presenza dei soliti turisti in divisa da “americani in vacanza”. Ne piovono a migliaia perché quando si parla di esotismo non si può fare a meno di pensare a queste isole favolose che cercano, come è già accaduto per le Hawaii, di adattarsi all’immagine che se ne fanno i visitatori. Per cui non si sa più che cosa rimane di originale e cosa è organizzato dalle locali agenzie turistiche. Come a proposito di questi balli che un tempo si consideravano perfettamente radicati nell’indole stessa degli isolani e che adesso si avviano a diventare i tradizionali tour de force al ritmo del Calypso. Lo stesso può dirsi a proposito dei combattimenti di galli: un gioco crudele che secondo gli storici di questi guerrieri con cresta sarebbero stati importati dal nord della Francia. In compenso gli indigeni hanno preso a prestito dagli europei anche la più moderna ispirazione pittorica creandosi una realtà artistica ancora non del tutto valutata. Nelle Antille che non posseggono praticamente nessuna industria, l’artigianato occupa un posto preminente e il mercato locale assorbe quasi interamente la produzione di questi ricercatissimi souvenir. Le necessità crescenti della vita moderna e il turismo hanno infatti lentamente sviluppato quei mestieri che possono fornire articoli di esportazione e, a quanto pare, delle bambole e pupazzi sembra che se ne faccia addirittura incetta. I mercati locali sono alimentati dalle coltivazioni più tradizionali, tenendo conto peraltro che patate e frutta costituiscono gli alimenti fondamentali della popolazione isolana. Ma si rende necessaria la modernizzazione dell’economia rurale per il previsto miglioramento delle condizioni di vita della gente antillana. L’accrescimento rapido della popolazione offre un enorme incentivo per lo sviluppo edilizio. È stata predisposta una politica per il miglioramento delle abitazioni mentre è allo studio un vasto piano per l’adeguamento della rete stradale. In questi paesi fortemente popolati senza ferrovie né vie di navigazione, i trasporti interni si possono svolgere soltanto sulle strade. Poi c’è il mare, la grande ricchezza degli isolani, di questo popolo di pescatori. Questo non è più colore ma sistema di vita, semplice e primitivo come punto di partenza e non come una meta. Adesso questi uomini si spingeranno in mare con le loro piccole imbarcazioni rasentando le coste fino a quando sarà sera e torneranno con i loro piccoli carichi, poi torneranno a danzare senza la curiosità del turismo e con uno slancio istintivo per cercare nel paganesimo dei loro balli, l’oblio di una giornata di fatica, la gioia di una diversa stanchezza.

Notizia 2:Monte Pellegrino, Palermo, 1963: Si apre la stagione della caccia alle quaglie e sul Monte Pellegrino questa pratica diventa un modo per stare insieme, in amicizia.

Si è aperta la stagione della caccia e poiché come è noto i palermitani non perdono occasione per sparare, hanno preso d'assalto i tornanti di Monte Pellegrino. La battuta è cominciata e anche se si cercano le quaglie, la grinta dei cacciatori è quella dei marines di Okinawa. Dovranno accontentarsi però soltanto della passeggiata visto che le quaglie, facendo onore al loro nome, hanno creduto bene di squagliarsela. Evidentemente anche loro leggono il giornale. A questo punto diventa d’obbligo prendersi a vicenda in giro giusto in attesa di sfamarsi con la carne in scatola. Un solitario pennuto probabilmente suicida, rappresenta infatti un bottino del tutto inadeguato per un simile dispiegamento di forze. Per non avvilirsi con gli insuccessi venatori, c’era un rimedio già premeditato: si gioca a briscola dopo un tacito patto di non belligeranza con gli uccelli da passo che adesso si sentono completamente al sicuro. Non dispiace nemmeno ai cacciatori che adesso sanno ignorare senza invidia quelle che dovevano essere le loro vittime mentre passeggiano sulle distese pietrose del Monte. Infondo tregue di questo genere si registrano anche in politica e la coesistenza pacifica diventa il rimedio necessario quando ci si accorge che anche sparando non si riesce a “quagliare” nulla.

Notizia 3:San Benedetto del Tronto, 1963: L’ultima stazione delle peregrinazioni ittiche. Così viene chiamata San Benedetto del Tronto. In questo paese vi è infatti la più grande pescheria d’Italia.

Il pesce può ben dirsi l’argomento di stagione. La gente si accosta al mare e il pesce, vittima di questa simpatia, si accosta alle reti dei pescatori e finisce per incapparvi. Ci troviamo a San Benedetto del Tronto, altresì conosciuta come l’ultima stazione delle peregrinazioni ittiche. Qui infatti vi è la più grande pescheria italiana e una delle più grandi d’Europa. L’abbondanza di queste cassette ne offre già una prova eloquente. Il pesce una volta pescato e scaricato viene trasferito sui banchi del mercato ittico dove i grossisti iniziano le contrattazioni dominati e incalzati dalla mediazione del banditore.

Ce n’è per tutti i gusti e ogni dimensione e, a differenza di quanto avviene solitamente, la freschezza diventa un dominatore comune. Le moderne attrezzature consentono un rapido trasferimento dal luogo di raccolta a quello di rivendita. Qualche cifra: la quantità di pesce smerciata in un anno ammonta a 80 mila quintali per un valore di oltre un miliardo e 800 milioni di lire. E se infine si pensa che la pesca viene effettuata in Adriatico, Tirreno e persino in Atlantico, possiamo essere soddisfatti di questo primato nazionale.

Notizia 4: 1963: Sulla pista dell’aeroporto tornano gli emigrati italiani. Ad attenderli la famiglia rimasta in Italia e gli amici in un incontro commovente

Siamo andati sulla pista di un aeroporto per raccogliere un significativo documento umano. Siamo andati ad aspettare il ritorno dei nostri emigrati. Degli uomini che partirono forse 30, forse 40 anni addietro per inseguire il benessere oltre l’oceano. Esuli volontari. Adesso quel benessere lo hanno raggiunto e sono tornati in una casa che non conoscono, fra i parenti che hanno visto sorridere soltanto dalle fotografie. Siamo penetrati nell’intimità di questi incontri e ce ne dispiaceva perché ci sentivamo veramente degli intrusi, eppure sulla pista di questo aeroporto, abbiamo voluto esserci anche noi, perché loro sono partiti e noi siamo rimasti ed essi hanno voluto ritornare perché sentivano che qualcuno sarebbe rimasto ad attenderli.

 

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