Loading...
Cinegiornale - Obiettivo 079
Anno:  
1963
Paese:  
Italia
Durata:  
7
Condividi  
DESCRIZIONE
 
4K
ITALIANO
Raccolte
Archivio Cinegiornali
Cinegiornale di Attualità Obiettivo 79 - Pellicola 35mm del 1963 Digitalizzazione a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV   Notizia 1: Francia, 1963: trasformazione della destinazione d’uso delle chiese. Da antichi luoghi di rito a rimesse di artigiani, commercianti e non solo. “Avranno anche detto Absit iniuria, ma è comunque stupefacente scoprire come i francesi abbiano radicalmente mutato la funzione di molte delle loro chiese più caratteristiche per adattarle alle esigenze della vita commerciale. Quella che fu la chiesa di Saint Valérien è diventata adesso un mercato coperto dove la varietà dei pezzi esposti e il giro di interessi fra le navate ricordano l’ingiuria dei mercati del tempio. Secondo i francesi, però, non bisogna vedere in questa trasformazione una espressione di paganesimo ma in Francia, si è detto, si tratta di fenomeni frequenti accentuatasi dopo la Rivoluzione quando molti dei templi divennero di proprietà di commercianti e artigiani. Come è successo anche in un paesino dalle parti di Parigi a Senlis dove di una chiesa se ne è fatta addirittura una rimessa, l’officina di un meccanico, il locale di un carrozziere. Di fronte all’invasione di questi fenomeni di riadattamento in Francia si è levato un coro di proteste ma sono rimaste senza risposta. Gli antiquari hanno continuato a vendere oggetti preziosi, le merciaie i loro articoli, i salumieri le loro salsicce, i carrozzieri di Senlis infine hanno continuato a dipingere le loro auto. Per loro che in una chiesa si facciano affreschi o verniciature il risultato è del tutto indifferente.”   Notizia 2: 1963: Come ogni anno l’estate arriva e porta con sé la voglia di mare e di vacanza! “Via in processione al mare! Auto dietro auto, utilitaria dietro utilitaria. Comincia così la domenica della buona gente su una delle nostre spiagge più meridionali. Dopo una corsa piena di suspense - c’è sempre il pericolo che la sedia a sdraio o l’ombrellone cadano in testa a chi sta tentando il sorpasso - si arriva sul Lido sospirato. Si piantano le tende finalmente e non è soltanto un modo di dire. C’è una popolosa promiscuità dove i corpi si contendono un metro di sabbia e uno spicchio di sole: c’è papà, mamma, la figlia, il fidanzato della figlia che ha aspettato l’estate per vederla spogliata, il cane che non si vede perché in questo momento è in acqua e la suocera. Finalmente la suocera piuttosto abbondante molla la sorveglianza e si avvia verso l’acqua trepidante. Trepidante non è lei s’intende, ma è il mare. Ecco, dopo aver chiesto permesso, si può fare il bagno. Fra poco sarà sera e si ritornerà a casa soddisfatti. Ma com’è romantica una domenica di agosto al mare.”   Notizia 3: Ganvié, Benin, 1963: la Venezia d’Africa. La vita degli indigeni vista con gli occhi dei turisti. “Il piccolo villaggio di Ganvié è una delle ultime città lacustri ancora esistenti al mondo. Si trova sul lago Nokoué a circa trenta chilometri da Cotonou. Se Venezia ha i suoi celebri gondolieri, Ganvié ha le sue imbarcazioni per le escursioni turistiche in città e per presentare ai visitatori la vita singolare del villaggio. Qui gli indigeni comunque non hanno il problema della canicola visto che possono permettersi il lusso di tenere ogni giorno i piedi a bagnomaria. Quante persone vivono a Ganvié? Cento? Mille? No, molte di più: diecimila, ma non si lamentano. I loro antenati scelsero un giorno di rifugiarsi su questo lago per sfuggire agli attacchi di alcune popolazioni bellicose. Adesso il periodo delle invasioni potrebbe considerarsi scongiurato, ma non è così! Gli indigeni infatti debbono difendersi da un altro tipo di ingerenza, quella dei turisti che vorrebbero trascinarli all’asciutto per i soliti scopi filantropici. La pesca è la risorsa principale di questa gente e non può dirsi comunque una scomoda attività. Per poter mangiare basta infatti gettare la rete fuori dalla finestra e ritirarla dopo qualche minuto. E pensare che i turisti li vogliono civilizzare.”   Notizia 4: Finlandia, 1963: lo stravagante caso di una mandria di foche rifocillate dai pescatori! Erano finite in un’area totalmente priva di pesci. “Non siamo allo zoo ma più semplicemente in Finlandia dove, a giudicare dalle immagini, pare che le signore foche non abbiano la vita facile. È successo infatti che le nostre amiche, evidentemente sprovviste della bussola, hanno perduto l’orientamento finendo in una regione del tutto sprovvista di pesci. È così che i pescatori della zona le hanno dovute prendere a balia fino al punto da imboccarle. Dopo averle fatte saziare a volontà con questi sistemi di preciso effetto, i pescatori le ributteranno a mare. Tutto sommato, a volte, si sta meglio nelle nostre parti: magari con una sbarra di ghiaccio nella vasca, di pesciolini tre volte al giorno e i ragazzini in visita al giardino che lanciano le noccioline destinate all’elefante.”   Notizia 5: 1963: Opere d’arte restituite a nuova vita e a sguardi rinnovati grazie alla sapiente arte del Restauro. “Questa folla di visitatori non è animata soltanto dall’amore per l’arte ma soprattutto da una legittima curiosità. Perché infatti questi quadri esposti hanno una prerogativa singolare: sono stati sottratti all’ingiuria del tempo dai ritocchi degli esperti della più caratteristica maison de beautè. Sono tele, infatti, che escono dal laboratorio di restauro della galleria e per molte di esse si deve parlare di rinascita, di ritrovata freschezza, né più né meno come potrebbe accadere a una vanitosa signora un po' su con gli anni. Ecco un esempio di tale prodigiosa trasformazione. Dopo un esame critico e una diagnosi quasi scientifica, i restauratori iniziano in laboratorio il loro delicato lavoro. Ciò che sembrava un cencio diventa un pregevole dipinto del seicento, senza perdere nulla delle sue caratteristiche e senza che si ricorra ad arbitrari riferimenti. È una clinica dei capolavori, dove è stato scoperto l’elisir dell’eterna giovinezza.”   Notizia 6: 1963: La Vucciria a Palermo: luogo pittoresco di chiasso e folclore. “Lo chiamano Shangai questo posto, ma non siamo in Cina, semplicemente a Palermo: alla Vucciria che vuol dire “chiasso”. Uno dei quartieri più pittoreschi della città. Qui, infatti, c’è tutta la cucina siciliana animata dalle urla dei venditori che riescono ad attirare i compratori con i loro strilli. Se, infatti, non abbiamo bisogno di presentarvi il contenuto di queste immagini, le voci sarebbe necessario tradurvele. Ma non disponendo di un interprete contentiamoci di ascoltarle come le canzoni americane. E, con queste immagini, interrompiamo il nostro collegamento con uno degli angoli più suggestivi della vecchia Palermo. Dopo aver ascoltato l’esplosione del costume più tradizionale che, come risulta dalle cronache, divampa in fragorose caratterizzazioni dove si contrabbanda tutta la sincerità della gente più semplice la cui spontaneità minaccia di essere uccisa dal progressismo e dalla civiltà.”
VIDEO CONSIGLIATI
Teca TV utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione.   Leggi i dettagli.
Ok, va bene!