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Cinegiornale - Obiettivo 085
Anno:  
1963
Paese:  
Italia
Durata:  
7'
DESCRIZIONE
 
4K
ITALIANO
PELLICOLA 35MM
Raccolte
Archivio Cinegiornali

Cinegiornale di Attualità Obiettivo 85 – settembre 1963

Digitalizzazione a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV

Notizia 1:

3 settembre 1963: Il boom editoriale del dopoguerra in una breve inchiesta del cinegiornale. Attraverso interviste ai più grandi editori italiani si cerca di analizzare il fenomeno editoriale che negli ultimi anni ha registrato un boom nelle vendite. Il libro e la cultura sono sempre di più presenti nella vita della popolazione italiana.

Presente il Capo dello Stato Antonio Segni e il Presidente del Consiglio Leone. Vengono consegnati in Campidoglio la penna d’oro e il libro d’oro. I premi assegnati a Riccardo Bacchelli e all’editore Riccardo Ricciardi costituiscono l’omaggio della nazione a coloro che la servono, nel modo più alto, al servizio della cultura. Dietro questi premi c’è per noi un interrogativo molto più reale e comunque di palpitante attualità: esiste un più interessato e corale accostamento alla cultura, al libro? Sembra di sì.

Con o senza impegno culturale si legge ormai dovunque: sui motoscafi, sugli yacht dove la libreria è diventata indispensabile come il giradischi, il mobile bar o il timone e infine nei mille momenti della nostra vita quotidiana. Si legge in treno, dove un giallo o un racconto di fantascienza fanno dimenticare le distanze. Si legge persino facendo la ginnastica mattutina. Oggi la cultura si è democratizzata e il libro è diventato anche un fatto di costume, di moda, di attualità. Qualche volta anche di suggestione se è vero che la televisione può spingere in libreria. Il libro è riuscito persino a compiere una disinvolta traversata dai programmi di esami ai concorsi di bellezza. A Montecatini Terme per esempio, si è colta l’occasione dell’elezione della donna ideale 1963, per sottoporre le candidate a una serie di prove pratiche desunte dagli argomenti di una enciclopedia specializzata. Le ragazze hanno dovuto cimentarsi nell’applicazione delle più complicate ricette gastronomiche. Perché oggi anche per diventare reginette bisogna aver studiato.

Non distraiamoci però dagli obiettivi della nostra inchiesta, ascoltiamo pertanto l’ingegnere Federico Enriques presidente di una nota casa editrice (Zanichelli) – Ebbene le dirò francamente che un minuto è un tempo troppo lungo se ci si limita a ricamare l’attenzione del pubblico sul miracolo dell’editoria italiana nel dopoguerra. Durante questo tempo ha veramente segnato un primato di qualità. Il tempo è invece troppo corto se noi vogliamo parlare del problema risolto e soprattutto di quelli che deve risolvere. Risolvere il problema dell’editoria italiana vuol dire inserirsi nella vita del paese, dare al grande pubblico un’editoria a buon mercato e di qualità. Per quanto ci riguarda, noi alla Zanichelli, ci siamo assunti il compito di colmare un vuoto che esiste nell’editoria scientifica e ciò a tutti i livelli. – La cultura è diventata anche un problema di penetrazione capillare. Il pubblico viene spesso stimolato attraverso una somministrazione settimanale, di capitoli e dispense che hanno il pregio di non intimidirlo come le mastodontiche collezioni.

Questa è una delle caratteristiche dell’industria dei fratelli Fabbri i cui intendimenti prevedono una collocazione delle loro opere presso gli strati più larghi della popolazione. Come ha sottolineato nel corso della nostra inchiesta l’editore Curcio, in questi anni le vendite hanno segnato un rilancio almeno per quanto riguarda la narrativa degli scrittori italiani. Un notevole incremento è stato avvertito anche nella diffusione del libro d’arte e nelle pregevoli edizioni dei classici italiani e stranieri. Tutti questi fattori, questi orientamenti di gusti, hanno promosso uno slancio industriale che si traduce in cifre confortanti e significative anche quando il boom editoriale va considerato soltanto come possibilità di assorbimento di maestranze qualificate.

Ascoltiamo adesso l’editore Canesi – Il boom editoriale è uno dei fatti più positivi del nostro dopoguerra. È una conquista autonoma del cittadino che ha sentito spontaneamente il bisogno, e lo sente ogni giorno di più, di avvicinarsi alla cultura per potersi inquadrare con spirito di libertà al centro dei grossissimi problemi del nostro tempo. Quindi, a mio avviso, il dovere dell’editore è prima di tutto quello di dare luogo alle collane divulgative di prezzo non elevato che aiutino il pubblico in questa sua fatica di inquadramento. – Per fortuna si avvertono degli interessi culturali in sviluppo, anche se l’eleganza tipografica contribuisce a creare diverse ispirazioni in chi acquista il libro. Il libro disco, inserito nella copertina di una raccolta di versi, ci ha portato in casa la voce di un attore e una breve scelta del testo valorizzato con un’interpretazione che ne fa cogliere ogni sottofondo.

Si tratta di una nuova formula di diffusione culturale sperimentata con successo dalla casa editrice Nuova Accademia. Anche l’editore Lerici di Milano ha puntato con successo sui libri di poesia. La sua fiducia nel bisogno di queste preziose letture, bisogno che costituisce un necessario equilibrio con la vita di oggi, ha avuto i più confortanti consensi. Le conclusioni della nostra inchiesta le abbiamo raccolte da Arnoldo Mondadori. Mondadori ci ha detto che a suo avviso questo boom non esiste ma esiste di fatto in Italia una continua ascesa del libro. Le grandi opere un tempo inaccessibili sono state ridotte in edizioni popolari che hanno trovato centinaia di migliaia di elettori. Si allargano quindi gli orizzonti. Si prepara un nuovo pubblico per il domani.

Oggi, ci diceva Mondadori, legge di più chi guadagna di più e bisogna sperare quindi che i problemi del costo della vita non scoraggino anche l’acquisto di libri, con qualunque intento esso possa avvenire. Restano infine come fatti positivi l’enorme valorizzazione della letteratura italiana e la nuova coscienza editoriale con la quale gli editori hanno deciso di affrontare e risolvere i loro problemi in un clima di assoluta collaborazione realizzata in vista di una espansione sempre più efficace sul mercato interno e sulla ribalta internazionale. La nostra panoramica sugli ambienti più rappresentativi del mondo editoriale italiano si conclude a Verona in uno stabilimento dove da 14 anni si prepara una delle opere più colossali di tutti i tempi.

Un’opera che segna il ritorno della produzione industriale all’impegno di un artigianato attento e raro. Tre uomini: il famoso Giovanni Mardersteig, il Commendator Mario Salani e il Dottor Milko Škofič stanno lavorando per l’edizione di uno dei libri più cari al mondo: La Divina Commedia illustrata da cento tavole di Salvador Dalì. Questo della casa editrice Arti e Scienze Salani, sarà un capolavoro che dovrà inorgoglirci. Il libro, nella più felice sintesi di forma e contenuto, esprimerà le più autentiche ansie di perfezione. 

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